Mistretta, ottimo risultato per la manifestazione Dame in Sella
Lo straordinario centro storico di Mistretta, cittadina siciliana nei Monti Nebrodi, è molto poco conosciuto, così come la manifestazione equestre “Dame in Sella”, che vi si tiene in estate da ormai quattro anni.
“È nato tutto per caso, durante una cena fra noi soci dell’Associazione Ippovia di San Sebastiano. Il mondo equestre siciliano, seppur mutato nell’ultimo decennio, è ancora piuttosto maschilista e la presenza femminile in sfilate e manifestazioni era ovunque alquanto scarna. Così la buttai lì: e perché non organizziamo una sfilata rivolta solo alle amazzoni? Il resto è storia”. Ci ha raccontato quel primo atto dell’iniziativa Bettina Sgrò, che, insieme a Sebastiano Chiella, è il motore di questa sfilata a cavallo a cui partecipano solo donne di ogni età, indossando vesti fantasiose o tradizionali di varie epoche. Noi l’abbiamo scoperta per caso e, per curiosità, il 1° agosto 2026 abbiamo seguito la sua quarta edizione.
Ben 48 binomi hanno sfilato per il corso e la piazza principale di questo paese, un tempo “molto ricco e importante”, fra due ali di spettatori e le quinte naturali costituite da palazzi nobiliari e borghesi adornati di bugne, mascheroni, mensole, colonne e balconi dalle complesse ringhiere in ferro battuto. Come accade in molti palazzi settecenteschi siciliani, le ringhiere erano bombate per lasciare spazio alle gonne ingombranti e voluminose delle donne altolocate dell’epoca. Poverine, erano costrette a indossarle con corsetti strettissimi che levavano il fiato, legacci e stecche di ossa di balena, per seguire mode decisamente maschiliste e patriarcali. Si affacciavano da quei suntuosi balconi anche per assistere alle tante processioni religiose che scandivano l’anno, oggi come allora. Le feste religiose a Mistretta, infatti, sono numerose. Fra esse spicca quella della Madonna della Luce, dove il fercolo viene “scortato da due giganti armati di cartapesta”. Si tiene il 7 e l’8 settembre.
In questa edizione di Dame in Sella c’era davvero di tutto: due sorelline di non più di sei anni, ben agghindate in costumi siciliani e sedute insieme su un robusto cavallo Siciliano condotto alla lunghina dal padre; un altro splendido Siciliano montato da una vaquera siculo-spagnola, impeccabile dal sombrero a tesa piatta agli stivali; dame e principesse dalle elaborate acconciature e dalle lunghe vesti; una ragazza in costume siciliano su un cavallo bardato come quelli che trainavano i tipici carretti multicolori; una giovane mora avvolta in un’elegante tunica rossa. Sono soltanto alcune delle cavallerizze che si sono maggiormente distinte.
Man mano che sfilavano, il bravo e competente speaker Antonio Latteri presentava, uno a uno, i componenti dei binomi, indicando la razza e la provenienza del cavallo (in maggioranza giumente), il nome e il cognome dell’amazzone e l’eventuale appartenenza a un centro equestre. Così è stata certificata una presenza equina davvero “di tutto e di più”!
I più numerosi sono risultati gli esemplari di cavallo Siciliano, tornato a essere una razza italiana riconosciuta da appena due anni, dopo cinquant’anni di oblio. Lo si deve all’impegno dell’ARACSI (Associazione Regionale Allevatori Cavalli Siciliani) e dell’Istituto di Incremento Ippico. Non mancavano i Sanfratellani, tipici dei Nebrodi dove vengono allevati allo stato brado. Un cavallo presentato genericamente come arabo, a noi è sembrato più un Purosangue Orientale Siciliano, la terza razza equina autoctona dell’isola. Andalusi, Lusitani, Inglesi, Anglo-Arabi, mezzosangue, Frisoni, arabi, pony, Haflinger e persino un Maiorchino e un Camarghese sono stati sapientemente “spiegati” al microfono dal conduttore, che così ha intrattenuto e informato il folto pubblico assiepatosi lungo il percorso.
La bellezza, l’armonia, l’eleganza e lo stile delle partecipanti, vestite fantasiosamente con mantelli, tuniche, costumi di ogni foggia ed epoca o anche con semplici completi da equitazione, insieme ai finimenti tirati a lucido e arricchiti in maniera creativa, hanno esaltato e onorato il vero protagonista, che rimane sempre e comunque il cavallo. Le uniche note stonate sono state offerte da pochi cavalli “incappucciati” in Rollkur, inguardabili e inaccettabili, o costretti, da terra e con l’uso della frusta, a eseguire piaffe improbabili, scomposte e persino pericolose, in un caso con una ragazzina inesperta in groppa. Certe abitudini deprecabili non muoiono mai.L’organizzazione, infine, ha donato una rosa a ogni amazzone.
Dame e destrieri provenivano da tutto il territorio nebrodense: da allevamenti, centri equestri, scuole di equitazione, aziende agricole o da semplici privati. Chiunque può iscriversi gratuitamente e sarebbe auspicabile che questa manifestazione al femminile vedesse intervenire amazzoni anche da altre parti della Sicilia. Magari affiancandole altri eventi di vario genere che vedano protagonista la donna, a cavallo e non, e, perché no, individuando fra i binomi equestri chi eccelle per eleganza, stile, armonia e horsemanship, per assegnare, oltre alla tradizionale rosa, anche un riconoscimento più duraturo.
Mangiando una pizza a fine serata insieme ad Antonio, ai Sebastiani – sono tanti a Mistretta per via del patrono –, a Giusy, Lucia, Debora e Graziella, sono nate delle belle idee in proposito. Magari il prossimo anno ci saranno le prime novità, ancora una volta grazie a una cena che è diventata un “brainstorming”. Lo auspichiamo, perché l’idea alla base della manifestazione lo pretende.L’appuntamento è quello del 2027.
Chi volesse partecipare da ogni dove alla prossima edizione potrà iscriversi contattando:
Associazione Ippovia di S. Sebastiano
Sebastiano Chiella338 476 9838




























